La Scuola Ospedaliera

Il punto di vista dell'équipe sanitaria

La scuola in ospedale si inserisce nella rete di interventi finalizzati al miglioramento della qualità della vita dei bambini ammalati, sia durante il percorso terapeutico, nell’ambito quindi dell’umanizzazione delle cure, sia successivamente, in quanto consente il miglior reinserimento nella realtà esterna.

Nel percorso evolutivo del bambino, la scuola non costituisce solo il luogo dove "istruirsi", ma rappresenta lo spazio privilegiato di incontro con i coetanei e di confronto con adulti non genitori: quindi è la prima esperienza di inserimento sociale.

In ospedale il lavoro degli insegnanti va diversificato e articolato rispetto ai bisogni e alle necessità del bambino in quello specifico momento, in relazione con le sue condizioni fisiche. E’ quindi richiesta una grande flessibilità rispetto al quando e al come, salvaguardando comunque con estrema attenzione alcune caratteristiche fondamentali dell’attività didattica.

Per recuperare almeno in parte la sua normalità, il bambino in ospedale deve frequentare una scuola vera, con percorsi di apprendimento, richieste di impegno e scadenze valutative. La realizzazione di questo obiettivo passa attraverso il superamento di atteggiamenti di iperprotezione e di accondiscendenza, a cui talora già rischiano di indulgere i genitori, nel desiderio di fornire al figlio un sollievo nel momento in cui vive un’esperienza dolorosa e problematica.

Inoltre un programma più adeguato per i diversi casi può scaturire da una collaborazione regolare tra scuola e ospedale, tale da consentire un coordinamento efficace nella progettazione e nella revisione.

Occorre anche non enfatizzare eccessivamente il ruolo della scuola: in ospedale la cura resta prioritaria rispetto alla lezione, pur riconoscendo la centralità della scuola nella vita normale. Proprio per questo riteniamo importante la presenza della scuola in ospedale, mentre non siamo favorevoli all’ingresso dell’ospedale nella scuola esterna.

In generale abbiamo imparato che, solo mantenendo ciascuno il proprio ambito e la propria specificità, possiamo insieme proficuamente concorrere a promuovere lo sviluppo fisico, psicologico e sociale del bambino malato.


Divisione di Pediatria Oncologica dell’Università di Torino:

Marina Bertolotti, psicologa – marina.bertolotti@unito.it

Maurizio Bianchi, pediatra oncologo – maurizio.bianchi@unito.it

Alessandro Sandri, , pediatra oncologo – alessandro.sandri@unito.it


Divisione di Neuropsichiatria Infantile dell’Università di Torino:

Pia Massaglia, neuropsichiatra infantile – pia.massaglia@unito.it



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